Tasse Importazione dalla Cina: Guida di Paccofacile.it

Tasse importazione dalla Cina

Importare dalla Cina sta diventando una pratica sempre più comune, grazie ai numerosi e-commerce che hanno base proprio in Oriente. È noto però che importare o esportare in Paesi Extra UE comporta il pagamento di tasse doganali, che per la Cina rappresentano un grande introito.

Dal 15 marzo 2021 è cambiata la normativa sulle tasse per lo sdoganamento delle merci provenienti dalla Cina. Questo per evitare irregolarità e dichiarazioni mendaci sul reale valore delle merci.

Vediamo in questa guida di Paccofacile.it quante e quali sono le tasse doganali per importazioni dalla Cina e cosa è cambiato negli ultimi anni.

Tasse importazione Cina: dazi doganali

I dazi doganali (o Custom Duties) rappresentano una delle principali voci di costo da considerare quando si pianifica un’importazione dalla Cina. Il calcolo dei dazi è un processo molto importante per chiunque decida di importare prodotti dal Paese asiatico. I Paesi dell’Unione Europea hanno tutti le stesse tasse quando esportano o importano da un Paese Extra-europeo. Quindi, Italia, Spagna o Francia sono soggette al pagamento degli stessi dazi doganali se importano dalla Cina.

Tali dazi però sono variabili e riguardano la tipologia di merce. Quando un prodotto non viene realizzato in Europa, come ad esempio i vari componenti ed accessori elettronici, i dazi sono bassi o addirittura assenti.

Se, invece, si importa una tipologia di merce che viene prodotta ampiamente anche in Europa, i dazi doganali sono molto più alti, perché si va a fare concorrenza ad aziende europee. Per fare un esempio, se i pannelli solari hanno lo 0% delle tasse, per capi di abbigliamento si arriva al 12% di dazi da pagare.

Discorso diverso per l’IVA, che varia da un Paese all’altro e in base al tipo di prodotto. In Italia, ad esempio, l’IVA è al 22% ma per prodotti alimentari o libri è al 4%.

L’IVA si calcola sul totale del valore delle merci importate, a cui vanno aggiunti i dazi doganali. La notizia confortante è che l’IVA può essere scaricata, poiché viene trattata come avviene per le merci acquistate in territorio europeo.

 

Dazi alla frontiera e dazi interni

In base all’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), i dazi doganali possono essere classificati in due diverse categorie:

  • Dazi alla frontiera: si tratta di dazi applicati sul valore della merce importata al momento del suo ingresso nel territorio nazionale di un Paese. I dazi alla frontiera includono i dazi doganali propriamente detti, le tasse sul valore aggiunto (IVA) e altre tasse applicabili alle merci importate.
  • Dazi interni: sono dazi applicati sul valore della merce importata al momento della sua vendita sul mercato interno di un paese. I dazi interni includono le imposte sul valore aggiunto (IVA) e altre tasse applicabili alle merci importate.

Per quanto riguarda l’Italia, i dazi doganali sono calcolati in base alla quantità e al valore della merce importata e sono applicati alle seguenti categorie di prodotti:

  • Prodotti agricoli
  • Prodotti petroliferi
  • Prodotti industriali
  • Prodotti minerari
  • Prodotti forestali
  • Prodotti ittici
  • Altri prodotti

 

Come viene calcolato il valore delle merci

I dazi doganali vengono generalmente applicati sul valore della merce importata, ovvero sul prezzo pagato o da pagare per acquisirla dal venditore estero. Questo significa che il loro valore è direttamente correlato al prezzo della merce importata. Il valore delle merci è determinato dalla somma di diversi fattori: il costo delle merci e di eventuali macchinari, il costo del trasporto fino a destinazione, il costo di sviluppo e il costo dell’assicurazione.

Nel calcolo del valore di una merce non sono invece inclusi le spese di consulenza, i costi di trasporto sostenuti nel Paese di importazione né le spese portuali.

Il valore della merce deve essere specificato nella polizza di carico, che deve essere rilasciato dal fornitore o dall’azienda che si occupa del trasporto.

Con la normativa entrata in vigore nel marzo 2021, i controlli sono diventati molto più severi. Prima la maggior parte delle importazioni veniva indicata con diciture molto vaghe e generiche, per evitare di pagare i dazi per il valore effettivo della merce.

Il nuovo sistema ICS 2 (Import Control System 2) facilita le operazioni di riconoscimento delle merci, perché obbliga a descrivere la merce in modo accurato, utilizzando la Entry Summary Declaration e il codice univoco HS, che identifica ogni tipologia di merce a livello globale.

 

Dazi anti-dumping

Alcune imprese vengono sovvenzionate dal governo cinese e possono permettersi di vendere prodotti a un prezzo molto inferiore rispetto a quello di mercato. Questo provoca un danno alle aziende europee o statunitensi che operano nello stesso segmento di mercato.

Per contrastare questa che è a tutti gli effetti concorrenza sleale, l’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno introdotto delle misure anti-dumping.

Il dumping è proprio quella pratica atta a introdurre sul mercato prodotti a un prezzo nettamente inferiore a quello di mercato. Una pratica scorretta e che non rispecchia affatto il costo di produzione di un prodotto.

Gli strumenti di difesa commerciale a disposizione delle aziende europee e statunitensi sono i dazi anti-dumping, che vengono applicati o a un intero settore o a un’unica azienda. Spesso possono arrivare anche al 40-60% del prezzo delle merci.

 

Chi deve pagare i dazi doganali?

In sostanza, i dazi doganali devono essere pagati da coloro che esportano beni dal territorio cinese (anche spedizionieri), da chi importa merci in Cina e da chi ha il permesso di commercializzare beni da e per la Cina.

Queste tre tipologie di soggetti hanno l’obbligo di pagare i dazi doganali sia per l’importazione che per l’esportazione di merci.

 

Dazi doganali per l’esportazione in Cina

I dazi doganali su merci importate in Cina sono di diverse tipologie. Per l’Italia vige la clausola MFN, cioè “Most Favoured Nation”, quindi vengono applicati i dazi per le nazioni favorite. L’Italia è uno dei Paesi del WCO (World Customs Organization), con cui la Cina ha stretto accordi commerciali preferenziali.

Non vengono applicate le aliquote preferenziali speciali, che si applicano invece alle merci importate in Cina e provenienti dai paesi minimamente sviluppati, di cui non fa parte né l’Italia né l’Unione Europea.

I Paesi che non hanno stipulato nessun accordo commerciale riguardante l’importazione o l’esportazione di merci si vedono applicati dei dazi generali.

La Cina decide di applicare dei dazi provvisori (o temporanei) legati solo a un determinato periodo o a una determinata tipologia di merce.

I dazi convenzionali invece vengono applicati alla merce proveniente da Paesi che hanno stipulato con la Cina accordi bilaterali. Si tratta di convenzioni che consentono di pagare dazi molto più bassi.

Per riuscire a orientarsi e capire quali dazi pagare per l’importazione in Cina è importante conoscere il luogo di provenienza della merce.

 

Calcolo tasse per importazione di merci dalla Cina

I dazi doganali e tutte le altre tasse vengono calcolati sul valore delle merci dichiarato sulla fattura commerciale emessa dal fornitore. Chi importa deve controllare che l’importo riportato sulla fattura commerciale corrisponda al reale valore della merce.

Siccome i dazi variano in base al prodotto da importare, ogni categoria di prodotti ha un codice numerico, chiamato codice HS (Harmonized Commodity Description and Coding System), in italiano SA (Sistema Armonizzato). Il codice serve a identificare il tipo di merce senza che l’ufficiale doganale debba aprire ogni singolo pacco proveniente dalla Cina. Il codice SA o HS deve essere riportato sulla fattura commerciale.

Fino al 2021, se il prodotto aveva un valore inferiore a 22 euro, non si applicava né IVA né dazi, a eccezione di prodotti come profumi o tabacco. Dal 1° luglio 2021, invece, non ci sono più soglie “tax free”, quindi bisogna pagare sia l’IVA che i dazi su qualsiasi prodotto proveniente dalla Cina, anche se di valore inferiore a 22 euro.

Prima di calcolare le percentuali d’imposta applicabili su un determinato prodotto, bisogna verificare che questi non sia un articolo proibito o non assicurabile.

 

Articoli proibiti e articoli non assicurabili

Alcuni tipi di prodotti non possono viaggiare con un servizio di spedizione standard, perché necessitano di manipolazioni particolari e specifiche precauzioni di sicurezza.

Parliamo di alimenti deperibili, sia solidi che liquidi, indipendentemente dal tipo di imballaggio scelto. Sono prodotti che hanno bisogno di un trasporto a temperatura controllata, che non viene garantito da una spedizione standard.

Non possono essere inviati nemmeno alcol e derivati, di qualsiasi gradazione, ma anche la cosiddetta merce ADR, che comprende prodotti infiammabili, tossici, corrosivi, profumi, accendini, smalti, solventi e altri prodotti del genere.

Tra gli articoli proibiti anche tutti i gas compressi, compresi estintori, prodotti spray, aerosol e simili. È proibito spedire anche batterie, pile, opere d’arte, gioielli, denaro, sigarette, francobolli, medicinali, piante, resti umani, sostanze stupefacenti, armi, munizioni, petardi, pesticidi.

Inoltre, con il servizio di spedizione standard non è consentito spedire animali, sia vivi che morti.

Altri prodotti invece, pur non essendo proibiti, non possono essere assicurati, vale a dire che, in caso di sinistro, l’azienda di trasporto non è disposta ad accettare alcuna responsabilità.

Rientrano in questo elenco lastre di vetro, specchi, finestre, quadri, campioni senza alcun valore commerciale, pacchi non correttamente imballati, merce avariata, ricette con prescrizioni mediche, biglietti vincenti, bagagli non inscatolati, pietre preziose.

Non possono essere assicurati nemmeno i documenti al portatore, come passaporti e carte d’identità.

 

Come pagare le tasse doganali per importazioni dalla Cina

I dazi doganali possono essere pagati in diversi modi, ma il più semplice è quello che consente di pagarli direttamente alla compagnia di trasporto.

Con questo metodo, le merci arrivano al porto di destinazione e, in base al codice HS dichiarato in fattura, vengono applicati i dazi e le tasse. È poi la compagnia di trasporto che, al momento della consegna, chiede al destinatario il pagamento della somma anticipata. A volte, viene richiesto di pagare i dazi prima dell’arrivo della merce.

È possibile anche pagare le tasse direttamente all’agenzia delle dogane, richiedendo un credito dopo aver ritirato le merci.

Un altro metodo per pagare le tasse doganali è quello di acquistare le merci dal fornitore con un DDP, ovvero un Delivery Duty Paid. È un modo per dire che le tasse sono già comprese nel prezzo, quindi una volta che le merci sono arrivate nel porto di destinazione, bisogna pagare solo l’IVA.

È importante ribadire che l’IVA può essere scaricata, mentre i dazi, non essendo considerati un vero costo, non sono scaricabili. Bisogna dire che a volte sono talmente bassi che incidono poco e niente sul costo finale.


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